Una modernizzazione della macchina, di norma, non costituisce una modifica sostanziale se vengono rispettate quattro condizioni: non viene aggiunta una nuova funzione, il sistema di sicurezza non viene esteso, non viene creato un nuovo pericolo e non aumenta il rischio associato ai pericoli già esistenti. Se anche una sola condizione non è rispettata, la classificazione della modifica dipende dalla valutazione del rischio. Dal 20 gennaio 2027 questo avrà un’importanza pratica: ai sensi del Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, chi effettua una modifica sostanziale diventa il fabbricante della macchina modificata.
Di seguito analizziamo ogni condizione dal punto di vista della modernizzazione di azionamenti e sistemi di controllo, spieghiamo cosa verificare prima di commissionare i lavori e presentiamo un percorso decisionale. Per un contesto più ampio sulle nuove disposizioni, consulta la nostra guida al Regolamento Macchine 2023/1230.
Chiama: +48 717 500 983Modernizzazione della macchina o modifica sostanziale – cosa prevede il Regolamento 2023/1230?
Il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 non definisce il concetto di modernizzazione. Definisce invece la modifica sostanziale (articolo 3, punto 16). Si tratta di una modifica fisica o digitale di una macchina, non prevista né pianificata dal fabbricante, che incide sulla sicurezza creando un nuovo pericolo oppure aumentando un rischio esistente.
La definizione non si esaurisce qui. Perché una modifica sia considerata sostanziale, la riduzione di tale pericolo o rischio deve inoltre richiedere una delle due azioni seguenti:
- l’aggiunta di ripari o dispositivi di protezione il cui funzionamento richiede una modifica del sistema di comando esistente relativo alla sicurezza,
- l’adozione di misure di protezione supplementari per garantire la stabilità o la resistenza meccanica della macchina.
Quando la modernizzazione della macchina rende l’azienda il suo fabbricante?
Ai sensi dell’articolo 18, chi effettua una modifica sostanziale è considerato il fabbricante della macchina modificata. Deve quindi eseguire la procedura di valutazione della conformità, redigere una dichiarazione UE di conformità e apporre la marcatura CE. Nel caso di un insieme di macchine, ciò riguarda soltanto la macchina interessata dalla modifica.
Nella pratica della manutenzione è quindi utile distinguere tra modernizzazione, ossia una modifica dopo la quale il fabbricante della macchina rimane invariato, e modifica sostanziale, dopo la quale chi esegue la modifica diventa il fabbricante della macchina modificata.
Da dove derivano le 4 condizioni per la modernizzazione?
Le quattro condizioni descritte di seguito non derivano direttamente dal testo del Regolamento né dai documenti della Commissione europea. Si tratta di un’euristica pratica, cioè di una regola di supporto basata sulla definizione contenuta nell’articolo 3, punto 16, e sul considerando 26 del Regolamento. I considerando spiegano le motivazioni di un atto legislativo. Il considerando 26 chiarisce che le operazioni di riparazione e manutenzione che non incidono sulla conformità ai requisiti essenziali di salute e sicurezza non costituiscono modifiche sostanziali.
Queste condizioni aiutano a individuare rapidamente i casi più semplici. Non sostituiscono la valutazione del rischio. La Commissione europea sta preparando una guida all’applicazione del Regolamento. I primi capitoli in bozza sono stati pubblicati il 19 ottobre 2026 e la guida completa è stata annunciata per il quarto trimestre del 2026. Le linee guida della Commissione non sono giuridicamente vincolanti, ma possono essere utili nell’interpretazione delle disposizioni.
Come verificare se una modernizzazione della macchina è una modifica sostanziale? 4 condizioni
Verifica queste condizioni prima di commissionare i lavori, preferibilmente già nella fase di richiesta del preventivo. Se tutte e quattro sono rispettate e la valutazione del rischio lo conferma, è molto probabile che la modifica rimanga una modernizzazione.
Condizione 1: nessuna nuova funzione e nessuna modifica dell’uso previsto della macchina
Dopo i lavori, la macchina svolge gli stessi compiti di prima: le stesse operazioni, sugli stessi materiali e nelle stesse modalità operative. Un nuovo azionamento o un nuovo sistema di controllo possono funzionare in modo diverso dal punto di vista tecnico, ma il loro effetto sul processo deve rimanere invariato. L’uso previsto della macchina, cioè l’applicazione specificata dal fabbricante nelle istruzioni, non cambia.
Una nuova funzione può essere, ad esempio, un asse aggiuntivo, una nuova modalità operativa, la lavorazione di un materiale diverso oppure l’avviamento da remoto. Ciascuna di queste modifiche può introdurre pericoli che non sono stati valutati dal fabbricante originale.
Esempio: il nuovo sistema di controllo riproduce i cicli e le modalità operative esistenti, quindi la condizione è rispettata. Se però durante i lavori viene introdotta anche una modalità di setup con riparo aperto oppure viene consentito l’avvio del ciclo da un pannello situato in un’altra zona dello stabilimento, si tratta di nuove funzioni che devono essere valutate separatamente.
Condizione 2: nessuna estensione del sistema di sicurezza
Il sistema di sicurezza comprende le parti del sistema di controllo che svolgono funzioni di sicurezza: arresto di emergenza, interblocchi dei ripari, barriere fotoelettriche e limitazione sicura della velocità. Una modernizzazione può ripristinare il loro funzionamento oppure sostituire un componente con uno equivalente avente le stesse funzioni e gli stessi parametri. Non aggiunge però nuove funzioni di sicurezza e non ne modifica la logica.
Questa condizione è direttamente collegata alla definizione. Se una modifica richiede l’aggiunta di ripari o dispositivi di protezione il cui funzionamento comporta una modifica del sistema di sicurezza esistente, viene soddisfatto uno degli elementi della modifica sostanziale. L’estensione del sistema di sicurezza rappresenta quindi un segnale che la modifica potrebbe aver introdotto un pericolo che è stato necessario controllare.
Un caso distinto è il miglioramento volontario della sicurezza di una macchina datata senza altre modifiche. Se non viene creato alcun nuovo pericolo, la definizione di modifica sostanziale non è soddisfatta. Ciò deriva direttamente dal testo della definizione. Anche una modifica di questo tipo richiede comunque una valutazione del rischio e la verifica delle nuove misure di protezione.
Esempio: un azionamento obsoleto senza funzione di sicurezza integrata viene sostituito con un nuovo azionamento dotato di Safe Torque Off (STO). Se l’arresto di emergenza continua a funzionare come prima, ad esempio tramite un contattore, il sistema di sicurezza rimane invariato. Se invece STO viene integrato nel circuito di arresto di emergenza oppure sostituisce la soluzione precedente, cambia la realizzazione della funzione di sicurezza. In tal caso deve essere nuovamente verificata, ad esempio secondo EN ISO 13849, e la modifica deve essere inclusa nella valutazione del rischio.
Condizione 3: nessun nuovo pericolo, anche dopo modifiche software
Un pericolo è una potenziale fonte di danno: una parte in movimento, energia elettrica, una superficie calda oppure un oggetto proiettato. Un nuovo pericolo compare quando la modifica introduce una fonte di danno che prima non esisteva. Esempi possono essere un nuovo gruppo mobile, un nuovo accesso di manutenzione oppure la possibilità di movimento della macchina in una condizione in cui in precedenza era immobilizzata.
Nella modernizzazione di azionamenti e sistemi di controllo è importante considerare non soltanto l’hardware, ma anche il comportamento della macchina dopo la modifica. Un comportamento di frenatura differente, una diversa reazione alla perdita di alimentazione oppure un riavvio automatico dopo un guasto possono creare un pericolo che prima non esisteva. Questo vale anche per le modifiche digitali: programmi, parametri e firmware. Il Regolamento include espressamente le modifiche digitali nella definizione di modifica sostanziale.
Esempio: il vecchio azionamento rimaneva disattivato dopo una mancanza e un successivo ripristino dell’alimentazione, mentre nel nuovo azionamento è attivo il riavvio automatico. Senza controllare la parametrizzazione, la macchina potrebbe avviarsi automaticamente al ritorno della tensione. Si tratta di un nuovo pericolo, anche se formalmente l’hardware svolge “lo stesso” compito. Dopo la sostituzione di un azionamento è quindi opportuno confrontare non soltanto i parametri di movimento, ma anche il comportamento dopo una perdita di alimentazione, un guasto e un comando di arresto.
Condizione 4: nessun aumento del rischio in caso di aumento di velocità, potenza o forza
Il rischio combina due fattori: la gravità del possibile danno e la probabilità che si verifichi. Un pericolo può rimanere lo stesso mentre il rischio aumenta. Ciò accade tipicamente quando vengono aumentati i parametri operativi: velocità, potenza, forza o accelerazione. Un movimento più rapido dello stesso asse mantiene la stessa zona pericolosa, ma comporta maggiore energia e una distanza di arresto più lunga.
La definizione contenuta nell’articolo 3, punto 16, distingue chiaramente questi concetti: parla di un nuovo pericolo oppure di un aumento di un rischio esistente. È utile mantenere la stessa distinzione anche nella documentazione aziendale.
Esempio: durante la sostituzione di un azionamento d’asse vengono mantenuti gli stessi limiti di velocità, accelerazione e coppia del vecchio dispositivo. Se il nuovo azionamento offre prestazioni superiori e contemporaneamente si decide di ridurre il tempo ciclo, questa diventa una modifica separata. Una velocità più elevata aumenta la distanza di arresto, influenzando tra l’altro le distanze di sicurezza richieste per dispositivi di protezione come le barriere fotoelettriche.

Cosa succede se la modernizzazione non soddisfa una delle condizioni? Decide la valutazione del rischio
Il mancato rispetto di una condizione non significa automaticamente che la modifica sia sostanziale. Significa che deve essere effettuata una valutazione del rischio. Si tratta di un’analisi documentata in cui vengono identificati i pericoli, stimato il rischio associato a ciascuno e verificato se il rischio residuo è accettabile dopo l’applicazione delle misure di protezione. La norma metodologica fondamentale è EN ISO 12100.
Nel contesto di una modifica sostanziale, la valutazione del rischio dovrebbe rispondere a tre domande:
- La modifica crea un nuovo pericolo oppure aumenta il rischio associato a un pericolo esistente?
- Se sì, la sua riduzione richiede l’aggiunta di ripari o dispositivi di protezione che comportano una modifica del sistema di sicurezza esistente, oppure misure supplementari per garantire la stabilità o la resistenza meccanica?
- Dopo l’applicazione delle misure di protezione, il rischio è accettabile?
Se la risposta alle prime due domande è “sì”, la modifica soddisfa la definizione di modifica sostanziale. Più complesso è il caso in cui compare un nuovo pericolo ma il rischio rimane accettabile senza nuovi ripari e senza modifiche al sistema di sicurezza. Una lettura letterale della definizione indica che in questo caso essa non è soddisfatta, perché la modifica non richiede le misure aggiuntive descritte ai punti a o b. Le linee guida della Commissione potrebbero chiarire ulteriormente situazioni di questo tipo, che dovrebbero quindi essere documentate con particolare attenzione e, se necessario, valutate con uno specialista.
Due osservazioni pratiche: è preferibile che la valutazione del rischio venga effettuata da un gruppo di due o tre persone, e non esclusivamente da chi progetta la modernizzazione, perché in questo modo è più facile individuare aspetti che il progettista potrebbe considerare ovvi. Il risultato dovrebbe inoltre fare riferimento a una scala di rischio definita, in modo da poter essere dimostrato durante un controllo.
Stai pianificando la modernizzazione di un azionamento o di un sistema di controllo? Inviaci una descrizione delle modifiche previste prima di affidare il lavoro. Possiamo aiutarti a definire un ambito di intervento che riproduca le funzioni e i parametri esistenti della macchina e a individuare i punti in cui sarà necessaria una valutazione del rischio.
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Cosa verificare prima di commissionare la modernizzazione di una macchina?
Una modifica può essere classificata correttamente soltanto se è noto lo stato iniziale. Prima della modernizzazione è quindi opportuno esaminare la macchina: confronta il suo stato reale con la documentazione del fabbricante, registra le modifiche precedenti e salva copie di programmi e parametri. Una macchina modificata ripetutamente nel corso degli anni può già differire dalla versione descritta nella dichiarazione di conformità. Un controllo di questo tipo dovrebbe essere svolto regolarmente nell’ambito di un audit dell’intero parco macchine e non soltanto subito prima di una modernizzazione.
È necessario chiedere l’approvazione del fabbricante della macchina prima della modernizzazione?
La dichiarazione di conformità è il documento con cui il fabbricante conferma che la macchina rispetta i requisiti legali applicabili. Spesso contiene una dichiarazione secondo cui qualsiasi intervento sulla macchina invalida la dichiarazione. Leggi attentamente questa formulazione prima di procedere con la modernizzazione.
Se il fabbricante è ancora attivo, chiedigli direttamente se i lavori previsti sono consentiti e se la sua dichiarazione resterà valida. Descrivi l’ambito delle modifiche e allega la valutazione del rischio. Il fabbricante può approvare, formulare osservazioni oppure rifiutare. Ogni risposta è utile: l’approvazione rafforza la documentazione, le osservazioni possono evidenziare un pericolo trascurato e il rifiuto chiarisce la posizione del fabbricante.
Una clausola di questo tipo è una dichiarazione del fabbricante. Il Regolamento non disciplina direttamente tali clausole, mentre la qualificazione giuridica della modifica deriva dalla definizione contenuta nell’articolo 3, punto 16. La risposta del fabbricante deve quindi essere considerata un elemento importante della documentazione, ma non l’unico criterio decisionale. Nel caso di macchine vecchie di diversi decenni, il fabbricante originale potrebbe non essere più rintracciabile.
Requisiti minimi polacchi e modernizzazione della macchina – rapporto relativo alla postazione di lavoro
I “requisiti minimi” citati in questo articolo sono norme polacche in materia di sicurezza sul lavoro applicabili alle macchine utilizzate dai lavoratori: il Regolamento del Ministro polacco dell’Economia del 30 ottobre 2002 (Gazzetta ufficiale polacca 2002 n. 191, voce 1596). Riguardano gli obblighi del datore di lavoro e non quelli del fabbricante. La conformità viene documentata in un rapporto basato su una checklist.
Per le macchine più vecchie prive di marcatura CE, questi requisiti minimi costituiscono un riferimento fondamentale in Polonia: le macchine acquistate prima del 1° gennaio 2003 dovevano essere adeguate entro il 1° gennaio 2006 (§ 34 di tale Regolamento). Per le macchine con marcatura CE, un rapporto di questo tipo non sostituisce i requisiti essenziali di salute e sicurezza, che stabiliscono un livello più elevato. Il suo scopo è diverso: valuta la postazione di lavoro nel suo complesso, cioè la macchina nel proprio ambiente, comprese le vie di transito, le macchine adiacenti e le altre fonti di pericolo.
Dopo una modernizzazione è opportuno aggiornare il rapporto anche se la valutazione del rischio conferma che la modifica rimane una modernizzazione. Una modifica della macchina può influire sui pericoli dell’intera postazione di lavoro. È inoltre necessario ricordare l’obbligo di controllo: secondo le norme polacche sui requisiti minimi, la modifica di una macchina rientra tra le situazioni dopo le quali viene eseguita una verifica speciale.
Schema decisionale: modernizzazione della macchina o modifica sostanziale?

Le quattro condizioni consentono di classificare rapidamente i casi più semplici. Se una di esse non è rispettata, il risultato dipende dalla valutazione del rischio e dall’eventuale necessità di modificare il sistema di sicurezza o la struttura della macchina. Il percorso decisionale in forma testuale è il seguente:
- Passaggio 1. Si tratta di una riparazione o di una manutenzione che ripristina lo stato previsto dal fabbricante? Sì: è una riparazione, non una modifica sostanziale (considerando 26). No: passa al punto successivo.
- Passaggio 2. Verifica le quattro condizioni. Se la modifica non aggiunge una funzione, non estende il sistema di sicurezza, non crea un nuovo pericolo e non aumenta il rischio, si tratta di una modernizzazione. Documentala con una valutazione del rischio, aggiorna il rapporto relativo ai requisiti minimi quando applicabile ed esegui la verifica speciale richiesta.
- Passaggio 3. Se almeno una condizione non è rispettata, effettua una valutazione del rischio. Se questa non identifica un nuovo pericolo né un aumento del rischio, la modifica rimane una modernizzazione.
- Passaggio 4. Se la valutazione identifica un nuovo pericolo o un aumento del rischio, verifica se è necessario aggiungere ripari o dispositivi di protezione che richiedono una modifica del sistema di sicurezza oppure misure volte a garantire la stabilità o la resistenza meccanica. Sì: modifica sostanziale – chi la esegue diventa il fabbricante. No: zona grigia – documenta accuratamente il caso e richiedi una valutazione specialistica.
Come pianificare la modernizzazione di azionamenti o sistemi di controllo per evitare una modifica sostanziale
Nella modernizzazione di azionamenti e sistemi di controllo è preferibile iniziare stabilendo ciò che deve rimanere invariato e solo successivamente decidere quali componenti sostituire. L’ambito dei lavori può essere organizzato in cinque passaggi:
- Stato iniziale. Salva copie dei programmi e dei parametri, comprese le impostazioni dinamiche e i limiti di velocità e coppia, e verifica che la documentazione elettrica corrisponda a quanto realmente installato nel quadro.
- Elenco “senza modifiche”. Registra funzioni, modalità operative, parametri e funzioni di sicurezza che il nuovo sistema deve riprodurre senza variazioni.
- Gestisci separatamente le richieste aggiuntive. Verifica ogni modifica supplementare, ad esempio un ciclo più rapido o una nuova funzione, separatamente rispetto alle quattro condizioni. Decidi consapevolmente se includerla nell’ambito dei lavori, sapendo che potrebbe richiedere una valutazione del rischio.
- Riproduzione e verifica. Dopo la messa in servizio, confronta i parametri prima e dopo la modernizzazione e verifica il funzionamento delle funzioni di sicurezza.
- Documentazione. Conserva una descrizione dell’ambito delle modifiche, copie delle impostazioni prima e dopo la modernizzazione e le informazioni su quali elementi hanno richiesto una valutazione del rischio.
Definisci l’ambito della modernizzazione prima di affidare i lavori. Il momento migliore per stabilire se una modifica resterà una modernizzazione è la fase di richiesta del preventivo, prima dell’acquisto dell’hardware. Inviaci i dati della macchina, una descrizione della modernizzazione prevista degli azionamenti o del sistema di controllo e l’elenco delle eventuali modifiche aggiuntive che desideri introdurre contemporaneamente. Possiamo aiutarti a separare gli interventi che riproducono le funzioni e i parametri esistenti dalle modifiche che richiedono una valutazione del rischio.
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Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e non costituisce consulenza legale. La classificazione di una modifica concreta dipende dall’esito della valutazione del rischio. Nei casi dubbi è consigliabile consultare un organismo notificato o un legale. Base giuridica: Regolamento (UE) 2023/1230, applicabile dal 20 gennaio 2027. Informazioni aggiornate al 26 ottobre 2026.
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