Guasti tipici degli inverter e come riconoscerli nella pratica
L‘inverter (convertitore di frequenza) è ormai un elemento standard nelle moderne linee di produzione: dai semplici trasportatori, pompe e ventole ai complessi mandrini CNC. Quando un inverter si guasta, il risultato è solitamente un fermo macchina, una riduzione della produttività e perdite finanziarie reali.
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Nell’articolo troverai le risposte a domande come: Perché il mio inverter mostra un guasto, come verificare se un inverter è guasto, quali sono i guasti tipici degli inverter e come funziona la risoluzione dei problemi degli inverter nella pratica industriale.
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Come funziona un inverter in un sistema di azionamento: una scorciatoia per ingegneri e manutentori
Per comprendere i guasti, è utile ricordare in poche parole cosa fa l’inverter:
- raddrizza la tensione di alimentazione CA al circuito di collegamento CC (con condensatori di accumulo dell’energia),
- converte l’energia DC in una tensione di uscita trifase con frequenza e ampiezza regolabili (modulazione PWM, di solito con transistor IGBT),
- controlla la corrente, la coppia e la velocità del motore sulla base dei parametri impostati e dei segnali dei sensori (encoder, resolver, sensori di temperatura),
- comunica con il PLC / CNC / HMI di livello superiore tramite bus (PROFIBUS, PROFINET, EtherCAT, CANopen, Modbus, ecc.).
Un guasto in una qualsiasi di queste fasi può provocare una serie di allarmi, da semplici errori di sovraccarico a gravi danni ai moduli di potenza.
Guasti tipici degli inverter – i 10 guasti più comuni degli inverter nella pratica dell’assistenza
Di seguito è riportato un elenco dei 10 problemi che riscontriamo più frequentemente presso RGB Electronics. Si tratta di un riassunto pratico che ti aiuterà a restringere rapidamente l’area di diagnosi.
- Surriscaldamento dell’inverter e dei moduli di potenza – temperatura eccessiva dei dissipatori di calore, dei moduli IGBT o del ponte raddrizzatore, spesso causa di allarmi di surriscaldamento, limitazione della corrente o arresto improvviso dell’azionamento.
- Sbalzi e fluttuazioni della tensione di alimentazione – picchi di tensione, crolli, protezioni selezionate in modo errato, assenza di protezioni contro le sovratensioni e mancanza di filtri sul lato della rete.
- Errori di comunicazione con il PLC / HMI / master controller – problemi sui bus industriali (PROFIBUS, PROFINET, CAN, EtherCAT, Modbus), rottura della schermatura, cavi troppo lunghi, indirizzamento errato.
- Condensatori difettosi nel circuito DC – condensatori secchi e sbiaditi nel collegamento DC, che causano ondulazioni di tensione, difficoltà di avvio o spegnimento casuale dell’inverter.
- Problemi di isolamento – bassa impedenza di isolamento e corrente di dispersione eccessiva – tipici dei motori invecchiati, dei cavi motore lunghi e del funzionamento in ambienti umidi e sporchi.
- Errori di installazione e di cablaggio: sequenza di fase errata, PE mancante o errato, mancanza di schermatura del cavo del motore, sezioni non schermate troppo lunghe, scarsa messa a terra dell’armadio e dell’azionamento.
- Contaminazione e umidità – polvere, polvere di legno, polvere metallica, olio, emulsioni, vapore che entrano nell’inverter, causando cortocircuiti, corrosione del percorso e cattivo isolamento.
- Danni ai componenti di potenza (IGBT, diodi, resistenze di scarica) – spesso dovuti a sovratensioni, sovraccarichi, cortocircuiti in uscita o danni al motore.
- Errori nella configurazione dei parametri dell’inverter: autotuning mal eseguito, parametri del motore errati, modalità di controllo sbagliata (U/f vs vettoriale), rampe, limiti di corrente o di frequenza impostati in modo errato.
- Invecchiamento dei componenti, vibrazioni e connessioni allentate – dopo anni di utilizzo, viti allentate sulle sbarre, saldature danneggiate, microfratture sui PCB, connettori bruciati.
In pratica, spesso diversi problemi si sovrappongono a un singolo guasto: ad esempio il surriscaldamento dovuto a canali di raffreddamento sporchi e una corrente di dispersione eccessiva dovuta all’umidità e all’invecchiamento dell’isolamento.

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Perché il mio inverter mostra un guasto?
Gli inverter moderni dispongono di un sistema di diagnostica completo. Quando si verifica un allarme, l’inverter non si “rompe” senza motivo: segnala che sono state superate le condizioni operative di sicurezza. Le cause più comuni di un messaggio di errore sono:
- sovraccarico del motore (coppia eccessiva, blocco dell’azionamento, inceppamento meccanico),
- superare la temperatura dei moduli di potenza o del dissipatore di calore,
- tensione di rete troppo alta o troppo bassa,
- cortocircuito sul cavo del motore o nel motore stesso,
- errore di comunicazione con il controllore master, nessun segnale di abilitazione, nessun feedback dall’encoder,
- parametri dell’inverter impostati in modo errato che non corrispondono alle condizioni operative reali.
In pratica, piuttosto che resettare l’allarme all’infinito, è utile leggere il codice di errore esatto dal display o dal software di assistenza del produttore. Questo ti permetterà di restringere rapidamente l’area di diagnosi.
Come posso verificare se un inverter è difettoso?
Quando si affronta un guasto, è utile separare il problema dell’installazione dal danno reale dell’inverter. La domanda ”
- Ispezione visiva
Controlla che lo chassis non presenti segni di bruciatura, condensatori sbiaditi, componenti incrinati, segni di allagamento. Controlla le condizioni di ventole, dissipatori di calore e filtri dell’aria. - Controlla l’ambiente operativo
Misura la temperatura nell’armadio, controlla la pervietà dei condotti di ventilazione, la presenza di polvere, olio e umidità. Un inverter che opera a una temperatura superiore a quella consigliata dal produttore ha una durata di vita notevolmente ridotta. - Misure di base
Utilizzando un multimetro, verifica la presenza di tensione sull’alimentazione, il corretto collegamento delle fasi e del filo PE. Verifica la continuità dei cavi del motore e l’assenza di cortocircuiti tra le fasi e la terra (PE). - Controllo del motore
Scollegare l’inverter e misurare la resistenza degli avvolgimenti del motore e, se possibile, misurare anche l’isolamento con un megametro. Un motore difettoso molto spesso causa sintomi “come se” l’inverter fosse difettoso. - Test con un altro inverter/motore
Se hai un secondo inverter o motore identico sulla linea, è possibile eseguire un test incrociato (scambiando gli inverter o i motori stessi) – nel rispetto delle procedure di sicurezza e della documentazione dei parametri. - Assistenza diagnostica
Presso un centro di assistenza specializzato (come RGB Electronics), l’inverter viene portato su un banco di prova dove vengono controllate le tensioni del circuito CC, le forme d’onda della corrente di fase, il funzionamento degli IGBT, i moduli di alimentazione, i sistemi di misurazione e di comunicazione.
Con questi passaggi, è più facile decidere se il problema è nell’elettronica stessa, nell’installazione o nel motore.
Problemi di isolamento: bassa impedenza di isolamento e corrente di dispersione eccessiva
I problemi di isolamento sono una delle cause più comuni di “strani” guasti periodici, che non sempre si ripetono. Nella pratica dell’assistenza, ci imbattiamo sempre più spesso in situazioni in cui l’inverter segnala allarmi di isolamento anche se le classiche misurazioni del multimetro “non mostrano nulla”.
Cosa significa in pratica:
- bassa impedenza di isolamento – l’impedenza tra gli avvolgimenti del motore e la terra (PE) è troppo bassa, il che, con alte frequenze di commutazione PWM e alte tensioni di impulso, causa correnti di dispersione indesiderate, interferenze EMC ed errori di azionamento,
- corrente di dispersione eccessiva – una corrente eccessiva che scorre verso terra, che spesso provoca l’intervento degli interruttori differenziali, il riscaldamento dei componenti di protezione e allarmi nell’inverter stesso.
I motivi possono essere i seguenti:
- invecchiamento dell’isolamento del motore (soprattutto in caso di frequenze elevate, cavi lunghi, frenate frequenti),
- cavi del motore posati in parallelo con altri cavi di segnale senza schermatura,
- Umidità nel motore, nello statore, nella scatola di giunzione o nel cavo,
- sporco conduttivo (polvere, olio, emulsioni).
In pratica, per diagnosticare questi problemi, è utile utilizzare un megaohmmetro con una tensione di misura adeguata (ad esempio 500 V o 1.000 V) ed effettuare le misurazioni sia sull’inverter spento e isolato sia sul motore, scollegandolo dall’azionamento.
Circuito del DC-link: Tensione DC troppo alta
Un altro allarme comune è l’indicazione che la tensione CC nel circuito CC dell’inverter è troppo alta. Questo può riguardare sia gli inverter generici (ad esempio per pompe e ventilatori) che i servoazionamenti o i mandrini CNC.
Cause tipiche:
- Frenare il motore senza un carico DC adeguato
Durante la frenata, il motore funziona come un generatore e “cede” energia al circuito intermedio. Se l’inverter non dispone di un circuito di frenatura attivo (chopper + resistenza di frenatura) o è mal dimensionato/danneggiato, la tensione CC aumenta e l’azionamento segnala un allarme. - Tensione di rete troppo alta
In presenza di tensioni di rete superiori a quella nominale (ad esempio, superiori a 400 V CA), la tensione CC aumenta proporzionalmente e supera più rapidamente il limite consentito dal produttore. - Condensatori difettosi
I condensatori DC usurati non filtrano correttamente la tensione, il che può portare a fluttuazioni di tensione e a picchi di tensione superiori alla soglia di allarme. - Interferenze e sovratensioni nella rete
La mancanza di filtri adeguati e di protezioni contro le sovratensioni può causare picchi di tensione di breve durata che l’inverter “vede”.
Nella pratica dell’assistenza, controlliamo sempre non solo l’elettronica dell’inverter, ma anche il circuito di frenatura, le resistenze, le condizioni della rete elettrica e il funzionamento dell’applicazione (cicli di frenatura frequenti, funzionamento in modalità generatore, ecc.)

Errori di installazione, cablaggio e configurazione: più comuni di quanto si possa pensare
Molti problemi che a prima vista sembrano un grave guasto dell’inverter si rivelano in pratica il risultato di errori di installazione o di parametri:
- nessuna schermatura del cavo del motore o schermatura collegata solo da un lato,
- passaggio comune dei cavi per il motore e i cavi di segnale (encoder, bus),
- PE collegato “da qualche parte lungo il percorso”, invece che a un binario di terra comune e solido,
- cavi di alimentazione e motore troppo sottili (sezione selezionata “a contatto”),
- impostare in modo errato le caratteristiche delle protezioni da sovracorrente e da corrente residua,
- i parametri dell’inverter copiati da un’altra applicazione senza verificare che vengano trasferiti 1:1 alla nuova macchina.
Pertanto, durante la diagnosi, è sempre opportuno controllare la documentazione di installazione, gli schemi, annotare i parametri dell’inverter (backup) e confrontarli con le raccomandazioni del produttore del dispositivo e dell’azionamento.
Surriscaldamento: inverter e motore a temperatura troppo alta
Il surriscaldamento è uno dei guasti più comuni nelle linee di produzione. Se un inverter segnala regolarmente un allarme di temperatura, vale la pena di controllarlo:
- la temperatura dell’armadio di controllo, che non deve superare i 40-45°C a pieno carico,
- le condizioni delle ventole dell’inverter: ruotano, fanno rumore, non sono bloccate,
- la pervietà dei filtri antipolvere nelle porte degli armadi e nei condotti di ventilazione,
- la distanza tra le unità – se gli inverter sono “stipati” troppo vicini, senza spazio per il flusso d’aria,
- il carico dell’inverter rispetto alla sua potenza nominale, ovvero se non è costantemente in funzione al di sopra del 100% della sua corrente nominale.
In pratica, la pulizia, la sostituzione dei filtri e delle ventole e la regolazione delle impostazioni sono spesso sufficienti per ridurre significativamente la temperatura di esercizio e prolungare la vita dell’unità.
Quando vale la pena riparare un inverter e quando è meglio sostituirlo?
La decisione di riparare o sostituire dipende da diversi fattori:
- Disponibilità di pezzi di ricambio – per molti vecchi modelli di inverter, i produttori hanno terminato l’assistenza, ma i servizi specializzati conservano ancora i pezzi o possono rigenerare i moduli.
- Tempi di inattività: se la linea non può stare in piedi, la velocità di ottenere un inverter funzionante (riparazione espressa o sostituzione con un’unità proveniente dal deposito di assistenza) è fondamentale.
- Grado di danneggiamento: se i moduli di potenza, le schede di controllo e l’alimentatore sono completamente distrutti, la riparazione può avere un costo paragonabile alla sostituzione.
- Budget e piano di aggiornamento: se l’impianto sta pianificando l’aggiornamento della linea (ad esempio, il passaggio a una serie più recente di inverter), una riparazione “nell’arco di qualche anno” potrebbe essere più conveniente di un grande investimento immediato.
In pratica, molto spesso vale la pena riparare un inverter, soprattutto se fa parte di un sistema più grande e abbinato e la sua sostituzione con uno nuovo comporterebbe la riprogrammazione dell’intera macchina.
Puoi riparare l’inverter da solo?
Aprire l’inverter e intervenire sull’elettronica di potenza senza le dovute autorizzazioni, strumenti ed esperienza è pericoloso. Ti consigliamo di limitarti a intervenire sul lato dell’installazione (alimentazione, cablaggio, raffreddamento, parametri) e di affidare la riparazione interna dell’elettronica a un servizio specializzato.
Se hai dei dubbi sul fatto che il tuo inverter debba essere riparato o che il problema sia legato all’installazione, vale sempre la pena di consultare degli specialisti. Prima reagisci ai primi sintomi (allarmi di temperatura, isolamento, spegnimenti casuali), maggiori saranno le possibilità di una riparazione rapida ed economica.
Noi di RGB Electronics siamo specializzati da molti anni nella diagnosi e nella riparazione di inverter e servoazionamenti. Tra gli altri, lavoriamo con Siemens Simodrive, Sinamics, Micromaster, Masterdrives, Yaskawa, Lenze, Bosch Rexroth, Schneider Electric e molti altri produttori.
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